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Filippo Re insigne agronomo
(Barbara Poli)

Fig.1 Filippo Re e i suoi libri e lettere
 

Duecentocinquanta anni fa nasceva, a Reggio Emilia, Filippo Re, uno scienziato e agronomo i cui studi e scritti furono i più seguiti e letti del 1800. Nata dallo studio delle piante nell’orto di famiglia, la sua passione lo portò a diventare uno dei maggiori esperti del settore. Ottenne numerosi importanti incarichi fra i quali, all'inizio Ottocento, la cattedra e poi il rettorato dell'Università Regia di Bologna.
Per ricordare questo illustre studioso nella ricorrenza della sua nascita, il Dipartimento di Scienze Agrarie e la Biblioteca di Agraria “Gabriele Goidanich” hanno realizzato una mostra con libri di Filippo Re e lettere autografe mai mostrate in precedenza. La mostra, dal titolo "Filippo Re e le sue lettere a duecentocinquanta anni dalla nascita" allestita presso la Biblioteca di Agraria di Viale Fanin, 40 - Bologna fino al 31 maggio 2013, sarà inaugurata il 21 maggio alle ore 10 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie.
Nell'evento inaugurale accanto al saluto del direttore del Dipartimento, prof. Alberto Vicari, seguiranno cenni, del Prof. Emerito Giulio Zucchi, sulla storia del busto di Filippo Re recentemente trasferito dalla sede di Reggio Emilia alla sede bolognese di Agraria, presentazioni della prof.ssa Maria Speranza e del prof. Guido Baldoni, referenti per l’Orto agrario “Filippo Re” ed infine una relazione del dott. Francesco Casadei, bibliotecario, dal titolo “Filippo Re e le discipline agrarie tra ricerca e didattica universitaria: temi di un percorso storiografico”. La mattinata si chiuderà con una visita alla mostra.

Bologna 10/5/2013

Il Pianeta Terra visto dalla Stazione Spaziale Internazionale
(Roberto Giacomelli)

Questo video mostra una raccolta di filmati (133 in totale) fatti da Astronauti della Nasa e dell'ESA dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La raccolta finale e stata fatta nel gennaio 2011. I filmati sono molto belli e viene talvolta indicato (troppe poche volte) il sito che in quel momento viene inquadrato. [Credit: Astronauti della NASA e dell'ESA, Sebastiansz che ha fatto la raccolta. Musica: The last paradise]

Bologna 6/3/2013

Il Cloud Computing
(Roberto Giacomelli, Zouleikha Sahnoun, Gianni Siroli)

Fig.1 Diagramma logico di una rete cloud computing
Il Cloud Computing è un insieme di risorse di calcolo, applicativi, storage e infrastrutture messe a disposizione come servizi, che permette di memorizzare, salvare ed elaborare dati tramite hardware/software distribuiti in rete, come illustrato schematicamente nella Fig. 1. Il Cloud Computing si prefigge lo scopo di creare una piattaforma di elaborazione che prescinde da una localizzazione fisica e che astrae le risorse hardware e software impiegate. Attualmente tutte queste operazioni sono fatte entro un Computer o un Personal Computer (PC), possibilmente molto potente. Per sollevare i clienti dalla gestione delle infrastrutture tecnologiche, i fornitori di Cloud Computing trasferiscono all’interno di Datacenter i server e gli altri dispositivi informatici situati all’interno dell’azienda e attraverso collegamenti di rete (tipicamente utilizzando la rete Internet) permettono ai clienti di continuare a usufruire dei propri dati e delle proprie applicazioni. L’infrastruttura tecnologica del fornitore presenta generalmente caratteristiche di affidabilità e sicurezza superiori a quelle locali, attraverso l’utilizzo di hardware di classe enterprise.. Nel Cloud Computing non esiste "un server" come tradizionalmente lo si intende, ovvero una singola macchina, eventualmente ridondata contro eventuali perdite d'informazioni, situata in una località nota. Esiste, invece, un gruppo distribuito di server interconnessi ("la nuvola") che gestisce servizi, esegue applicazioni ed archivia documenti in modo totalmente trasparente all'utilizzatore.
I vantaggi che il Cloud Computing riguardano l’abbattimento dei costi, perchè le aziende hanno la possibilità di ottenere grandi risparmi sull'acquisto e sulla gestione di macchine ed infrastrutture. Il personale connesso al servizio 'Cloud' non dev'essere necessariamente dotato di hardware molto potente, gli è sufficiente una macchina con caratteristiche limitate, quindi più economica, che sia in grado di far funzionare l'applicativo (detto "middleware") che permette l'accesso al Cloud: la "potenza di calcolo" non risiede nella workstation sul tavolo dell'utente, ma è distribuita in rete tra i computer che compongono la 'nuvola'.

Fig.2 Architettura cloud computing
I rischi del Cloud Computing sono connessi ad eventuali blackout e incidenti ai servers o alla rete con conseguenza di non avere più le connessioni. Se la rete non è ben progettata si potrebbero anche avere rallentamenti e/o interruzioni del servizio. Ci sono poi dubbi che riguardano la sicurezza e privacy del Cloud (dati, attività, informazioni). Vi sono grossi investimenti europei (inizialmente 1.8 M-euro) per lo sviluppo di reti utilizzate per la fisica delle alte energie, la biologia molecolare e per l’organizzazione per combattere gli effetti dei rischi naturali [Progetto Helix Nebula organizzato da: CERN + EMBL + ESA + una serie di compagnie che si stanno aggiungendo ai partner iniziali]. Di fatto l’inizio è stata una collaborazione fra Big Science e Big Business. Nella seconda fase si sta passando ad applicazioni per cercare di aiutare le industrie e lo sviluppo economico europeo, riducendo anche la burocrazia. La Fig. 2 mostra l’evoluzione prevista rispetto a quella della Fig. 1. Probabilmente il Cloud Computing potrebbe diventare la scelta di moltissime ditte, grandi e piccole, solo dopo aver ben risolto tutti i problemi elencati nel punti precedenti. [Credit a Helix Nebula, Cloud Computing]
Bologna 21/1/2013