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NOTIZIE DI
ATTUALITÀ scelte per voi su ScienzaGiovane |
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| Fisica e Biologia (R. Giacomelli, G. Maltoni) |
Tradizionalmente fisica e biologia sono state considerate due discipline separate, ma adesso l'interfaccia fra le due scienze è diventata un campo di ricerca molto vasto e interessante . La biofisica e' una disciplina che esiste da tempo, ma ora si sta sviluppando il campo della fisica biologica, che applica i metodi fisici in molti campi biologici. In effetti le leggi fisiche sono direttamente applicate anche in sistemi biologici e quindi la separazione fra fisica e biologia può essere un po' artificiale e poco utile. Nell'articolo sotto citato la prof.ssa Athene Donald sostiene che i fisici dovrebbero occuparsi di fisica biologica, perchè ritiene che i fisici posseggano le corrette conoscenze e le metodologie giuste per affrontare molti problemi biologici. L'Università di Cambridge in Inghilterra ha una lunga tradizione in questo campo; La tradizione è nata quando Watson e Crick scoprirono la struttura a doppia elica del DNA. Nel video riportato qui di fianco il fisico Pietro Cicuta sempre dell'Università di Cambridge, originariamente interessato a problemi di "molti corpi", spiega le differenze fra biologia e fisica biologica e illustra il suo lavoro sui globuli rossi considerandoli come oggetti meccanici; spera di spiegare come queste cellule vengono modificate dai parassiti della malaria che si legano ad esse. Pensa così di poter studiare gli effetti delle medicine antimalariche direttamente sulle cellule del sangue. [ da http://physicsworld.com/cws/article/multimedia/48068 ] Bologna, 4/2/2012
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| Bologna in white (V. Mengoli) |
Spettacolare video realizzato da Valerio Mengoli che ci mostra una splendida Bologna imbiancata. Bologna, 1/2/2012 |
| L'esperimento CLOUD e l'atmosfera terrestre (M. Cuffiani, G. Giacomelli, R. Giacomelli) |
![]() Fig. 1 L'esperimento CLOUD nella Sala Est al PS del CERN di Ginevra
L'esperimento CLOUD e' costituito da un cilindro di acciaio inossidabile di 3 m di diametro riempito di aria con bassissima concentrazione di contaminanti e con la possibilita' di variare pressione e temperatura per simulare situazioni a bassa e ad alta quota sopra il suolo terrestre. CLOUD e' stato esposto a un fascio secondario di particelle cariche provenienti dal protosincrotrone del CERN (PS) di Ginevra per simulare anche l'effetto dei raggi cosmici. Tutte le condizioni dell'esperimento possono essere controllate con grande precisione. I primi risultati di CLOUD hanno indicato che i raggi cosmici aumentano il numero di particelle di aerosol presenti nell'atmosfera. Le molecole di aerosol possono eventualmente crescere e formare i "semi" per la formazione di nubi. Tracce di acido solforico e il vapore d'acqua sono stati sinora considerati i principali vapori che a medie altezze (circa 5 km ) producono nubi e sono simulati in quasi tutti i programmi di previsione meteorologica. I risultati di CLOUD hanno indicato che occorre aggiungere tracce di ammoniaca e tener conto dei raggi cosmici. La struttura dell'esperimento e' simile a quella di un qualsiasi esperimento di fisica fondamentale, che in questo caso puo' dare pero' utili informazioni pratiche che in futuro porteranno a una migliore conoscenza della nostra atmosfera terrestre, al suo funzionamento e, probabilmente, a migliorare le previsioni atmosferiche. [ credit : Nature 476 (2011) 429, CERN Courier 51N8 (2011) 28 ] Bologna, 11/1/2012
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| Gli esperimenti ATLAS e CMS presentano lo stato attuale della ricerca dell'Higgs (F. Fabbri, P. Giacomelli, R. Giacomelli) |
![]() In un seminario tenutosi al CERN il 13 dicembre, 2011, le collaborazioni ATLAS e CMS hanno presentato lo stato della ricerca del bosone di Higgs secondo il Modello Standard delle particelle elementari. I risultati dei due esperimenti sono basati sull'analisi di una quantità di dati molto più consistente rispetto a quella utilizzata per ottenere i risultati presentati alle conferenze estive, ma non sufficiente a permettere di fare affermazioni conclusive sull'esistenza o non esistenza dell'elusivo Higgs. La conclusione principale è che, se esiste, il bosone di Higgs secondo il Modello Standard ha una massa compresa nell'intervallo 115-130 GeV. Entrambi gli esperimenti hanno infatti osservato in questa regione di massa segnali indicativi, ma non ancora sufficientemente forti da permettere la rivendicazione di una scoperta. I bosoni di Higgs, se esistono, hanno una vita media breve e possono decadere in molti modi diversi. La ricerca e' basata sull'osservazione delle particelle nelle quali l'Higgs decade. Sia ATLAS che CMS hanno analizzato diversi canali (modi) di decadimento, e hanno osservato piccoli eccessi di eventi nella regione di massa sopra citata non ancora esclusa da precedenti misure o da altri esperimenti. Una dichiarazione definitiva sull'esistenza o non esistenza del bosone di Higgs sarà probabilmente possibile solo dopo aver analizzato i dati che verranno raccolti nel 2012. Bologna, 23/9/2011
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