Lo tsunami del 26 dicembre 2004 indice: Catastrofico tsunami 

in Indonesia...quali rischi nel Mediterraneo? Il sistema d'allarme nel Pacifico

Lo tsunami del 17 luglio 2006

Il maremoto che ha investito l'isola di Giava (Indonesia) il 17 luglio 2006 è stato causato da un terremoto di magnitudo Mw=7.7 che si è verificato alle ore 8:19:25 (UTC, Coordinated Universal Time). L'epicentro ha coordinate 9.311° S, 107.284° E (USGS) ed è localizzato a sud di Giava. La profondità calcolata dell'ipocentro è di 48.6 km.

Fig. 1: Mappa dell'isola di Giava: sono indicati l'epicentro del terremoto e la località di Pangandaran, che è la provincia maggiormente colpita.
Credit: (Gruppo di Ricerca Maremoti, Dipartimento di Fisica, Università di Bologna).

Analogamente al caso del terremoto di Sumatra del 26 dicembre 2004, il terremoto è avvenuto in un settore della zona di subduzione lungo la quale la placca australiana scivola sotto la placca di Sunda ad una velocità di 59 mm/anno. Prime stime ragionevoli delle dimensioni della faglia potrebbero essere: lunghezza=100 km, larghezza=50 km, scorrimento sulla faglia=2.5 m.
Il maremoto ha interessato una fascia di circa 150 km lungo la costa meridionale di Giava, intorno e a est della città di Pangandaran. Il primo movimento del mare osservato è stato un ritiro, seguito dopo circa mezzora dall'inondazione. Sfortunatamente non si hanno dati strumentali riguardo al tempo di arrivo dello maremoto sulle coste di Giava. Le prime stime di impatto riportano che localmente le onde hanno raggiunto anche i 5 m di altezza con penetrazioni fino a qualche centinaio di m in alcuni villaggi a est di Pangandaran. Le vittime sono state stimate essere 525, i feriti 383 (http://earthquake.usgs.gov).
Il maremoto ha interessato anche Christmas Island, a 230 km sud-ovest di Giava, ed è stato registrato da vari mareografi dislocati in diversi stati che sia affacciano sull'Oceano indiano. Per avere un'idea di massima sui tempi di propagazione, il tempo necessario al maremoto per raggiungere Christmas Island è stato di circa 18 minuti, mentre il maremoto è stato registrato a Rodriguez nelle Mauritius circa 6h 45 min dopo il terremoto.

Bollettini di allarme maremoto sono stati emessi sia dal Pacific Maremoto Warning Center (PTWC) sia da Japanese Meteorological Agency (JMA). Il primo bollettino del PTWC è stato emesso 17 minuti dopo il terremoto e quindi prima dell'arrivo delle onde di maremoto sulle coste di Giava, il secondo poco meno di due ore dopo il terremoto, quando il maremoto aveva già attaccato Giava. Nel primo bollettino il pericolo di un possibile maremoto era di fatto sottostimato, poiché si affermava che un maremoto locale avrebbe potuto colpire coste poste a non più di un centinaio di km dall'epicentro.

Simulazioni del maremoto sono state effettuate dal Gruppo di Ricerca Maremoti del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna e sono disponibili sul sito http://labtinti4.df.unibo.it

 

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