introduzione indice: il mercato energetico in Cina produzione elettrica

   Fonti energetiche

La fonte energetica prevalente è il carbone (ved Fig. 3) che copre quasi il 70% dei fabbisogni totali; la Cina particolarmente ricca di carbone: le sue riserve ammontano a 114 miliardi di tonnellate (circa 100000 Mtep); con questo valore la Cina si colloca al terzo posto in termini di riserve subito dopo Stati Uniti e Russia; la percentuale di riserve cinesi rappresentano circa il 13% delle riserve mondiali pari a circa 900 miliardi di tonnellate.


Fig. 3: Contributo delle varie fonti energetiche al consumo di energia primaria in Cina (2005).


L'uso del carbone sta subendo una importante trasformazione; il suo uso per il riscaldamento sta calando, mentre aumenta il suo impiego per la produzione elettrica (ved Fig. 4).


Fig. 4: Ripartizione dell'uso del carbone nei vari settori di impiego in Cina (in % del totale).


Il fabbisogno energetico della Cina è coperto per una frazione del 21% dal petrolio che è in gran parte di produzione nazionale. Nel 2006 il consumo di petrolio ammontava a più di 300 Mtep di cui il 47% importato e il 53% di produzione nazionale.
Anche nell'uso del petrolio si nota un'evoluzione (ved Fig.5) che mostra una domanda in crescita da parte dei trasporti, segno di una progressiva crescita del mercato automobilistico. Si nota anche un sensibile ridimensionamento dell'uso dei derivati del petrolio nell'industria che può essere ricondotto alla crescita di attività meno energivore e da una progressivo calo della intensità energetica.



Fig. 5: Ripartizione dell'uso del petrolio per settore di impiego.


Il gas naturale ha attualmente un ruolo abbastanza modesto nel contesto dei consumi globali, ma il suo ruolo è destinato ad aumentare per la crescente domanda di combustibile pulito per il riscaldamento e per l'industria petrolchimica. Il piano energetico prevede una crescita dall'attuale 3% al 9% nel 2020. Per soddisfare la crescente domanda sono previsti grandi investimenti strutturali come la costruzione di un gasdotto di 4000 chilometri per collegare il giacimento di Xinjiang a Shanghai. Il gasdotto ha iniziato un funzionamento a ritmo ridotto nel 2004, si prevede che a piena operatività la capacità del gasdotto raggiunga una potenzialità di 12 miliardi di m3/anno. Parallelamente è in corso un programma per rendere possibile l'importazione di gas naturale liquefatto con navi metaniere che prevede la costruzione di un terminal di rigassificazione a Guangdong.


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